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TORTE DI GUERRA

Un libro di Marisa Sestito: conversiamo con l’autrice

Officina Radici, via Roma 15, Tarvisio

7 agosto, ore 18.00

Un libro di Marisa Sestito: conversiamo con l’autrice assieme a Barbara Lagger e Laura Pecoraro

 

 

A Tarvisio inizia la storia antica di uomini e donne che qui arrivano o nascono; che da qui si allontanano per cercare lavoro, trovare l’amore, andare in guerra. E poi, in un modo o nell’altro, fedeli alle radici, ritornano.

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti

 

 

 

Torte di Guerra narra le vicende dei Vladek, una famiglia di origine boema insediatasi nell’estremo nord-est del Friuli nel tardo Ottocento. Lungo l’arco di un secolo si snodano le vite dei personaggi, piccole storie impigliate nella grande storia, destinate a perdere la mite quotidianità per affrontare l’insensatezza della guerra. Uomini e donne che nella fatica e nell’amarezza resistono: nel 1918 adeguandosi alla caduta dell’impero austro ungarico, all’arrivo di gente estranea, all’imposizione di una lingua che cambia i nomi di persone e luoghi; nel 1945 prendendo dolorosamente coscienza dell’inimmaginabile orrore. Il povero dolce di Natale, che una di loro prepara nel 1915 e battezza “torta di guerra”, attraversa le pagine del testo come segno di ricordo e di speranza: “la torta e la guerra, come la nostra vita, il dolore impastato con la gioia”.

 

 

Marisa Sestito è stata docente di letteratura inglese presso l’Università di Udine. Le sue pubblicazioni si concentrano sul teatro secentesco e novecentesco, e sul romanzo vittoriano e modernista. All’attività critica affianca la traduzione letteraria, legata anch’essa alla drammaturgia – da Shakespeare al dramma medievale a Beckett – e alla narrativa. Ha tradotto testi di scrittrici semisconosciute come Elizabeth Gaskell e Anne Brontë, e di grandi artiste come Virginia Woolf. In campo maschile, l’autore su cui con più assiduità ha lavorato è Dickens, di cui ha tradotto numerosi racconti, romanzi e copioni teatrali. Il libro che precede Torte di guerra riguarda Cora Slocomb, una donna straordinaria e dimenticata, che a fine Ottocento crea impensabili opportunità di lavoro in Friuli, professa la pace e magistralmente scrive.